A Piccoli Passi - Asilo Nido Torino

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Inserimento

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Il primo passo, che precede l’inserimento, consiste in un colloquio individuale tra l’educatrice di riferimento ed il genitore del bambino. In questo primo incontro verrà approfondita la conoscenza reciproca, cercando di instaurare un rapporto di fiducia assolutamente fondamentale per procedere successivamente ad un sereno inserimento del bambino al nido. Verranno inoltre chieste differenti informazioni riguardanti il piccolo (abitudini, caratteristiche, sviluppi, …) così da aumentare la sua conoscenza.

Successivamente a questo iniziale incontro conoscitivo, avrà inizio l’inserimento vero e proprio; si tratta di un ingresso graduale in quanto rappresenta un momento molto delicato, poiché comporta la separazione (spesso la prima separazione) del bambino dal genitore e l’entrata in un nuovo ambiente.

Le modalità ed i tempi di inserimento saranno diversi e personalizzati a seconda delle esigenze della famiglia e soprattutto delle reazioni del bambino a questo momento.

Il piccolo, che viene accolto al nido, si trova ad agire in un contesto a lui sconosciuto e pieno di stimoli; ciò sollecita in lui comportamenti e modalità di approccio agli eventi spesso di ambivalente natura (timore e attrazione). È bene lasciargli il tempo per allontanarsi spontaneamente dal genitore, esplorare l’ambiente, azzardare la prima partecipazione alle attività, magari prima come osservatore, poi in maniera più attiva, modulando i tempi e i modi delle prime frequenze secondo ritmi individualizzati. Al fine di garantire un ingresso e una permanenza serena del bambino è previsto un periodo di inserimento di due settimane.

Viene riportata di seguito un’indicativa strutturazione del periodo di inserimento:

Prima Settimana

  • 1° giorno: colloquio conoscitivo in sezione e prima esplorazione dell’ambiente.
  • 2° giorno: il bambino ed il genitore giocano un po’ insieme al nido.
  • 3° giorno: primo breve distacco dal genitore.
  • 4° giorno: aumenta il periodo di distacco dal genitore.
  • 5° giorno: si prova a fare la pappa al nido, senza mamma e papà.

Seconda Settimana

  • 1° giorno: rimane sempre il più faticoso, è una ripresa del percorso svolto la settimana precedente.
    Se tutto va per il meglio, si può riprovare la pappa al nido.
  • 2° giorno: il bimbo rimane sempre fino al momento della pappa.
  • 3° giorno: sempre tenendo conto dei tempi e delle reazioni del bambino, si può provare a fare la nanna al nido.

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La giornata tipo e le routines

  • Entrata e uscita del bambino
  • Il pasto
  • La nanna
  • L’igiene del bambino.

Esse scandiscono il tempo della vita nel nido, permettono al bambino di prevedere ciò che accadrà e quindi di vivere serenamente la quotidianità.

In questa quotidianità il bambino, e quindi anche l’educatrice, può inserire la novità senza creare timori o disagi.

 

Di seguito è riportata la giornata tipo:

  • 7:30 – 9:30: accoglienza
  • 9:30 – 10:00: merenda del mattino con frutta fresca
  • 10:00 – 11:15: giochi e attività strutturate
  • 11:15 – 11:30: cura igienica e cambio del pannolino
  • 11:30 – 12:30: pranzo
  • 12:30 – 13:00: gioco e rilassamento
  • 12:30 – 13:30: prima uscita
  • 13:00 – 15:00: nanna
  • 15:00 – 16:00: cure igieniche e merenda
  • 16:00 prima uscita pomeridiana e giochi
  • 18:30 tutti a casa!

La giornata dei lattanti seguirà sicuramente ritmi differenti.

L’entrata e l’uscita del bambino dal nido sono momenti molto intensi di relazione tra genitorebambinoeducatore, per il bambino sono attimi ricchi di emozioni che ogni giorno possono essere differenti. Sono momenti importanti perché si instauri fiducia tra tutti in un clima di serenità.

Il pasto è un momento di convivialità, socializzazione, dialogo, elaborazione dell’identità di gruppo, sviluppo dell’autonomia, conoscenza dei propri gusti e quindi sviluppo della personalità. È importante instaurare un rapporto diretto bambinoeducatore, favorendo rilassamento e tranquillità così da aiutare e rinforzare le relazioni e allo stesso tempo stimolare l’autonomia del piccolo. Qui si captano le regole, l’attesa e si scoprono gusti e profumi nuovi.

 

La nanna è un momento relativamente tranquillo, l’educatore aiuta il passaggio dalla veglia al sonno ricorrendo a rituali che, proprio perché ripetuti più volte, sono conosciuti dai bambini. È bello conciliare loro il sonno con le coccole, le carezze e con della musica rilassante.

È di essenziale importanza stare vicini ai bambini e far capire loro che se anche chiudono gli occhi non sono soli e non saranno lasciati soli.

 

L’igiene del bambino e la cura del suo corpo sono un momento di essenziale importanza, ancor più in questa fascia d’età, in cui il bambino attraverso esso crea una propria identità. Infatti a seconda delle risposte che riceve e alle relazioni che instaura con l’adulto, il bambino elabora le sue relazioni interpersonali.

Riguardo questo argomento è possibile far riferimento alla Teoria di Bowlby che mette in evidenza come il bambino crei legami affettivi e mentali attraverso l’esperienza della cura del corpo e delle risposte che riceve rispetto ai suoi bisogno; attraverso il contatto fisico egli acquisisce la conoscenza che ha di sé e degli altri e capisce che attraverso il corpo può comunicare.

Si tratta dunque di un momento che richiede molta sensibilità, un luogo appartato dove la visuale del bambino sia rivolta verso l’educatore che si sta prendendo cura di lui e in cui l’attenzione dell’adulto sia solo nei confronti del bambino, così da farlo sentire riconosciuto come singolo nel gruppo. È importante guardare il bambino negli occhi e chiamarlo per nome, essere delicati e sollecitarlo a provare a far da sé quando possibile.

 

Questi momenti che gli adulti danno per scontati, per un bambino sono invece fondamentali e sono sempre vissuti con grandi emozioni. È dunque importante che i bambini vengano accompagnati e sostenuti in ogni routine.